L'ALTERNATIVA AL SUPERBONUS 110% - Un nuovo inizio?

19 Aprile 2021

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Arrivano novità anche per il Superbonus 110% e non sono proprio tutte positive. La buona notizia è che l’agevolazione è stata formalmente prorogata fino al 2023, quindi ancora per qualche anno sarà possibile effettuare i lavori gratis.

Però, il Senato ha fatto sapere anche che sta valutando un cambiamento sostanziale che riguarda tutti i bonus ristrutturazione esistenti, con l’introduzione di un’aliquota unica di detrazione al 75%.

In parole povere, il Superbonus 100% non permetterà più di detrarre il 100% dei costi dell’intervento edilizio, ma solo il 75%.

Vediamo tutte le novità che l’introduzione di un’aliquota unica porterà per i bonus ristrutturazione e non solo per il Superbonus 100%.

Verso una modifica del Superbonus 100%

Attualmente, chi vuole ristrutturare casa può godere di diverse tipologie di agevolazioni offerte dalla Stato per gli interventi edilizi. Oltre al Superbonus 110% esistono infatti, solo per dirne alcuni: il bonus facciate, il bonus verde, il bonus rubinetti, il bonus caldaia, il bonus mobili etc. Tutti questi incentivi erogano percentuali diverse di rimborso a seconda dell’intervento edilizio.

All’insegna della semplificazione, dopo la scadenza del Superbonus 100%, ora prorogata al 2023, tutte queste agevolazioni potrebbero subire un cambiamento con l’introduzione di un'aliquota unica al 75%.

Questo vuol dire che, se aumenterà l’importo di alcuni bonus, ad esempio il bonus mobili che copre solo il 50% delle spese, diminuirà però la detrazione possibile per altre agevolazioni. Parliamo proprio del Superbonus 100% e del bonus facciate che non coprirebbero più, rispettivamente il 100% e il 90% dei costi, ma solo il 75%.

Il Senato ha però fatto sapere che dovrebbe anche cambiare la modalità di ammissione ai bonus chediventerebbe più veloce e facile. Non si esclude neanche l’accorpamento di tutti i bonus in un solo grande e unico bonus ristrutturazione 75%.

 

Diminuisce l’importo del Superbonus 110% che coprirà il 75% dei costi

Iniziando dal Superbonus 110%, al momento la modalità di attuazione del bonus è piuttosto complessa e non solo per gli oltre quaranta moduli che bisogna presentare, ma anche per i requisiti di accesso. Secondo i dati raccolti solo un richiedente su dieci riesce ad ottenere l’agevolazione.

Il Senato promette che l’introduzione dell’aliquota unica, semplificherà anche le modalità di accesso al contributo che sarà meno selettivo a dispetto dell’importo diminuito.

Tuttavia, si deve considerare che al momento tra i bonus ristrutturazione i due con l’aliquota più alta sono il Superbonus 110% e il bonus facciate, che sono anche quelli che offrono uno sconto sugli interventi edilizi più estesi e costosi. Quelli che invece hanno un’aliquota al 50% o al 60% in realtà prevedono interventi minori.

Quindi, l’introduzione dell’aliquota di ristrutturazione unificata al 75% in realtà diminuirebbe gli importi proprio dei due bonus che offrono le cifre maggiori. La situazione deve quindi essere ponderata bene per valutare che ci siano davvero benefici per i contribuenti.

Come cambieranno i requisiti per accedere al Superbonus 110%

Più di una volta gli esperti del settore hanno sottolineato come la complessità della procedura per il Superbonus 100% finisca per rivelare contraddizioni e problemi.

Un caso è quello del titolo abitativo, certificato richiesto per l’applicazione del bonus e senza il quale c’è l’esclusione. Il problema però è che il titolo abitativo per alcune tipologie di immobili residenziali non esiste.

 

Parliamo nello specifico degli edifici costruiti nei centri urbani nel 1942 e di tutti gli edifici al di fuori dei centri urbani costruiti prima del 1967, categorie per quali il titolo abilitativo non era previsto dalla legge. Il titolo abitativo, cioè lo stato legittimo dell’immobile, può in alcuni casi essere ricostruito da chi prende in carico i lavori, ma questa operazione richiede un'enorme quantità di tempo per le ricerche e non è sempre fattibile.

Ci sono poi un altra serie di problemi legali e contraddizioni giuridiche più complesse che riguardano il Superbonus 110%. Per citarne una, alcuni giuristi hanno fatto notare come di fatto il Superbonus non sia erogabile per quanti non hanno redditi imponibili, perché questi non sono eleggibili per una detrazione IRPEF o per il credito di imposta.

Gli esperti quindi si chiedono perché un contribuente che sia dal punto di vista fiscale a carico di un altro, non possa addebitare a quest’ultimo anche la detrazione del Superbonus 110% e debba essere escluso dall’incentivo.

A questa complessità dovrebbe rispondere l’aliquota unica del 75% per i bonus ristrutturazione, che dovrebbe essere accompagnata da una riforma del Superbonus 100% che semplifichi i requisiti di accesso. Ovviamente, però, con la detrazione al 75%, si avrà inevitabilmente una riduzione dell’importo erogato come sconto.

Il funzionamento del Superbonus 100% fino al 2023

Ricordiamo però che, se anche la proposta dell’introduzione di aliquota unica per i bonus ristrutturazione venisse approvata, questa entrerebbe in vigore solo dopo la scadenza del Superbonus 100%.

 

Insomma, fino al 31 dicembre del 2023 potremo ancora usufruire dello sconto del 100% sui lavori edilizi, dopo è tutto da vedere, ma c’è in vista una possibile riduzione del contributo al 75%.

Nel frattempo quanti vogliono usufruire della misura, prima che scada, devono tenere a mente che possono essere effettuate solo alcune tipologie di intervento edilizio. 

Lo sconto può essere richiesto come detrazione di imposta oppure la ditta può anticipare il costo ed applicare uno sconto in fattura, per poi richiedere il rimborso del Superbonus 100% tramite credito di imposta.

Inoltre, i lavori per essere coperti dal Superbonus 100% devono essere iniziati tra il 1 luglio 2020 e il 30 giugno 2022. Una sola eccezione riguarda i condomini, che possono usufruire di sei mesi ulteriori, cioè fino al 31 dicembre 2022, se però entro giugno 2022 hanno completato almeno il 60% dell'intervento edilizio.

Il Superbonus 100% copre il costo di alcuni interventi definiti dalla normativa “principali”, una volta realizzati questi, il beneficiario ha diritto a usufruire dell’agevolazione anche per la realizzazione di lavori aggiuntivi.

I lavori principali obbligatori che danno diritto al contributo sono la creazione del cappotto termico per l'edificio, l’adeguamento sismico e il rifacimento degli impianti di climatizzazione invernale. In presenza anche di uno solo di questi interventi edilizi, allora si può chiedere il rimborso per l’installazione di infissi, pannelli fotovoltaici, colonnine dell’auto elettriche e abbattimento delle barriere architettoniche.

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